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Non serve finanziare le sterilizzazioni in Puglia PDF Stampa E-mail
Venerdì 23 Settembre 2011 07:51

 

 Leggevo su "La professione veterinaria" n. 22/2011 l’articolo riguardante il finanziamento della sterilizzazione promosso dalla Regione Puglia. Non è il primo progetto presentato in Puglia per le sterilizzazioni delle cagne padronali, ma penso che ormai questi progetti siano solo a vantaggio di pochi e non risolvono il problema randagismo. Perché se così fosse non ci sarebbe il motivo di presentarli in continuazione.

 

Da sempre sono convinta che proporre incentivi o, addirittura fornire il servizio gratuito alla comunità, come avviene in provincia di Brindisi, non risolve assolutamente il problema randagismo. Fornire un servizio a un’utenza che non ha capito la responsabilità che assume prendendo un cane nel suo nucleo familiare, non ha alcuna validità, anzi non fa altro che alimentare l’idea che il veterinario lavora per passione (gratis!). Nella provincia di Brindisi, il dirigente area A, ha avuto la brillante idea di presentare un "Progetto obiettivo" vedi delibera n. 1285/2010 in allegato, che ha solo, a parer mio, agevolato i dipendenti ASL. Laddove un dirigente veterinario con reddito annuo di circa sessantamila euro ne percepisce in più quasi altri diecimila per aver sterilizzato cagne di proprietà in sei mesi, mi sembra un affronto alquanto disdicevole. Vedi delibera n. 568 e 837/2011 e delibera 1326/2011, dove sono riportati i compensi ricevuti sia dai dipendenti Asl sia dai liberi professionisti. Il progetto obiettivo su menzionato ha validità di tre anni, dal 2010 al 2012, ma ancor prima, sempre il brillante dirigente area A aveva già presentato un altro progetto, per i soli dipendenti, per sterilizzare sempre le cagne di proprietà con gravidanza indesiderata. A nulla è valsa l’opposizione dell’Ordine di Brindisi che ha denunciato la situazione alla legislatura e alla FNOVI, rilevando la mancanza di etica, di scienza e coscienza dell’operatore, nel sterilizzare una cagna gravida. Laddove non si esegue un profilo pre-operatorio e indagini previste prima di un intervento chirurgico. Inoltre, la denuncia che non è compito dell’Asl occuparsi delle cagne padronali, e la scorrettezza deontologica nei confronti dei colleghi liberi professionisti perché è stato imposto loro un prezzo definito senza poter chiedere alcuna integrazione, perché, importante per il successo del progetto è che il proprietario non paghi alcun soldo. I progetti funzionano in modo mediocre, perché sono pochi i proprietari che hanno coscienza, purtroppo, di essere responsabili dei propri animali, infatti, molti hanno rinunciato per non identificare i loro animali con il microchip. Ora non farebbero più bella figura quei progetti che educano la comunità ad assumersi responsabilità, a far capire loro che il cane ci può accompagnare per quindici anni in media, della nostra vita, nel bene e nel male, e che comunque è sempre una nostra scelta prendere un cucciolo, non sono loro che ci cercano. Responsabilizzare il proprietario e insegnarli come educare un cucciolo, risolverebbe il problema randagismo, farebbe apprezzare la figura del veterinario che, anche se lavora per passione, come tutti, ha anche una dignità professionale che va ricompensata economicamente. Risolverebbe l’abbandono dei cani durante il periodo estivo, e insegnerebbe se e quale razza di cane si avvicina di più alle nostre esigenze di vita senza ritrovarsi con un compagno a quattro zampe con cui non c’è feeling. Sono forse concetti utopistici, ma sono a lungo termine e sono quelli che ci farebbero classificare come una società all’avanguardia in Europa, e non i soliti tira a campà, con le iniziative dei soliti colleghi mediocri.

Rosanna Panebianco

 

L’intervento della Collega è corredato da una puntuale documentazione sul pagamento delle competenze spettanti ai Veterinari Liberi Professionisti e gruppo di lavoro impegnati per il programma “Potenziamento della prevenzione nel campo del randagismo” nel periodo ottobre-dicembre 2010. Comprendo e condivido. Posso solo ricordare che lo sforzo che i nostri Colleghi pugliesi stanno portando avanti nella Commissione regionale per il randagismo ci fa ben sperare. Non hanno un compito facile, ma questa volta non potremo dire di non aver fatto al massimo la nostra parte.

Carlo Scotti

 Tratto da   "Professione veterinaria"    n°  30/2011   pag. 19

Ultimo aggiornamento Sabato 24 Settembre 2011 07:13
 

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